Criteri identificativi delle acque minerali

RESIDUO FISSO

Esprime la quantità totale dei soluti presenti nell'acqua, in prevalenza sostanze inorganiche.
La determinazione del residuo fisso è tra le più importanti indagini da svolgere su un'acqua minerale anche perché rientra nella classificazione ufficiale delle acque terapeuticamente attive sia ad uso termale che imbottigliate.
Il residuo fisso è calcolato in unità di peso (mg/l, g/l) e si ottiene facendo evaporare a bagnomaria a 100°C una quantità di acqua da 200 a 500 cc. in un contenitore di materiale inerte (capsula di platino) cui fa seguito un'essicatura a 110°C, 180°C ed al "calore rosso" ovvero 500°-700°C.
Il residuo cui si fa riferimento più comunemente è quello a 180°C; questo valore è stato scelto fondamentalmente perché a 180°C viene persa anche l'acqua di cristallizzazione di alcuni elementi (es. Calcio e Magnesio) ed i gas e ciò che si ottiene è una buona approssimazione del reale residuo fisso.
In base al residuo fisso le acque utilizzate in stazione termale vengono attualmente classificate in: