Nel moderno termalismo l'aspetto riabilitativo svolge, ormai da tempo, un ruolo
fondamentale.
Per quanto siano noti lo scopo e l'essenza della medicina riabilitativa esistono
diverse definizioni. Ne riportiamo alcune tra le più esplicative. "La riabilitazione
rappresenta tutto ciò che interviene nel recupero globale dell'handicappato, con
la restituzione alla sua massima possibile capacità fisica, mentale, sociale,
lavorativa ed economica" (Miccoli, Franceschini, Calzoni).
Secondo Morosini la medicina riabilitativa costituisce un metodo specifico di
prevenzione, di cura e di riabilitazione propriamente detta.
Recupero significa: circoscrivere il danno primario, riparare il danno secondario,
prevenire il danno terziario o almeno correggerlo e contenerlo. Per danno primario
si intende la lesione primitiva che tende a diffondersi ad altre strutture ed
a stabilire dei compensi patologici. Il danno secondario consiste in uno squilibrio
funzionale globale organico e psicologico. Il danno terziario comprende le alterazioni
organiche, funzionali e psichiche causate dal progredire della malattia. Secondo
Knudson, Rusk, Lord Hormer, et Al. la Medicina Fisica e Riabilitazione va definita
come quella branca della medicina che si applica alla prevenzione, alla diagnosi,
al trattamento ed alla riabilitazione degli esiti di processi morbosi vari, di
difetti congeniti, di minorazioni acquisite, utilizzando i molteplici agenti fisici
ed i mezzi riabilitativi, onde si consegua il recupero dell'individuo nella sua
massima capacità fisica, psichica, lavorativa, economica e sociale, compatibile
con l'entità della minorazione.
Per meglio comprendere quanto esposto ricordiamo che una lesione primitiva (malattia,
trauma, malformazione congenita o acquisita, etc.) è in grado di estendersi e
di coinvolgere globalmente la funzione di tutta la persona nelle sue componenti
somatica e psichica. La perdita funzionale inoltre evolve e si struttura progressivamente
e sempre più tenacemente.
L'invalidità quasi sempre è superiore a quella che può essere direttamente causata
dalla lesione primitiva. Occorre far leva sulle capacità del paziente per circoscrivere
il danno iniziale ed eliminare o correggere quel corollario di alterazioni che
rappresenta l'esito invalidante della condizione patologica.
Invalidità significa perdita funzionale. Causa di invalidità sono generalmente
le malattie croniche nelle quali il processo patologico non è completamente reversibile
o che permane per lungo tempo prima di risolversi.
A tale proposito Stolov afferma (Kottke, Stillwell, Lehmann): "Non vi è alcuna
relazione diretta tra una malattia e l'entità dell'invalidità residua. I problemi
di invalidità possono essere superati anche se la malattia persiste immutata.
L'abilità di un paziente e del suo medico nel superare un'invalidità a fronte
di una malattia cronica dipende dalla capacità residua del paziente ad un adattamento
fisiologico e psicologico. Le sue forze residue devono essere valutate e ricostruite
per "scavare intorno" al deficit e rimuovere l'invalidità."
In conclusione possiamo affermare che lo scopo della riabilitazione consiste
nel restituire la possibilità di poter utilizzare al massimo possibile le capacità
fisiche, psichiche e sociali del paziente attraverso l'evocazione dei potenziali
residui.
La riabilitazione termale
Numerose considerazioni indicano la stazione termale come ambiente particolarmente
idoneo alla riabilitazione.
Il mezzo termale e le particolari metodiche di impiego, le patologie alle quali
la terapia termale è rivolta, le modalità d'azione ed i risultati ottenibili sono
fattori che fanno della crenoterapia un mezzo riabilitativo per eccellenza.
Con la terapia termale si sfruttano le proprietà fisiche (calore, galleggiamento,
pressione, etc.) dei mezzi impiegati che vengono comunemente ricercate nella pratica
riabilitativa ospedaliera o ambulatoriale con apposite attrezzature.
In crenoterapia agli effetti terapeutici delle proprietà fisiche del mezzo si
sommano gli effetti specifici delle acque minerali. Queste possiedono infatti,
grazie alle particolari composizioni chimiche, azioni terapeutiche che possono
essere a pieno diritto assimilate ad effetti farmacologici. La caratteristica
di sfruttare contemporaneamente proprietà fisiche e farmacologiche è tipica di
alcune metodiche termali come la fangoterapia, la balneoterapia in vasca o in
piscina, l'inalazione, l'insufflazione endotimpanica, etc.
Per non incorrere in equivoci con il termine "metodiche riabilitative termali"
intendiamo quelle più strettamente simili alle tecniche impiegate comunemente
in fisiatria, distinguendole in associate ed integrate.
Sia con l'impiego di metodiche associate che integrate si realizza il sinergismo
d'azione tra fattori crenologici e mezzi riabilitativi che determina in genere
un risultato finale di entità superiore alla semplice somma degli effetti terapeutici
ottenibili con le singole metodiche.
La pratica evidenzia che il ricorso a queste metodiche fisiche spesso è molto
utile per completare gli effetti delle terapie termali.
Il sinergismo d'azione tra fattori crenologici e metodiche riabilitative costituisce
il presupposto indispensabile che fornisce il razionale per l'attuazione di programmi
riabilitativi in stazione termale; le motivazioni sono molteplici.
Alcune acque minerali si sono dimostrate, e sono riconosciute, in possesso di
azioni terapeutiche nei confronti di un gran numero di patologie croniche e degenerative
essendo in grado di produrre un miglioramento del quadro sintomatologico ed anatomo-patologico
ed in definitiva del quadro clinico.
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La chinesiterapia
Se dovessimo fare un'analisi di questo termine potremmo concludere per il significato
di "terapia con il movimento". Molti autori fanno notare che l'interpretazione
più corretta è "terapia per il movimento": infatti numerose metodiche chinesiterapiche
non utilizzano il movimento che comunque è sempre lo scopo finale della terapia.
L'esercizio terapeutico rimane tuttavia uno degli elementi cardine della chinesiterapia.
L'assenza o la riduzione di movimento comportano alterazioni qualitative e quantitative
del tessuto muscolare e del tessuto connettivo delle strutture articolari e periarticolari.
Spesso tutto questo avviene come conseguenza di immobilizzazione in seguito a
traumi, apparecchi gessati, stati algici articolari o muscolari, etc. Spesso inoltre
il dolore osteo-artro-muscolare comporta una scorretta esecuzione dei movimenti
(quasi sempre a scopo antalgico) e l'instaurarsi di meccanismi adattativi di compenso.
Tutto questo frequentemente si traduce nell'esecuzione abituale di movimenti anomali
che alterano la fisiologica dinamica dell'apparato locomotore e che diventano
a loro volta causa di malattia e concorrono a mantenere ed a peggiorare la condizione
patologica.
Si verifica costantemente che la mancanza di movimento o/e la sua scorretta esecuzione
comporta una graduale perdita degli schemi motori o l'instaurarsi di schemi errati.
Per questi motivi uno dei compiti fondamentali della chinesiterapia è il ripristino
o la prevenzione della perdita del normale tono-trofismo e della coordinazione
muscolare.
In ambito termale la chinesiterapia rappresenta probabilmente la metodica riabilitativa
più importante. E' infatti un presidio terapeutico rivolto alle stesse malattie
ed agli stessi pazienti ai quali sono rivolte le cure termali.
Il mezzo crenologico e quello chinesiologico in stazione termale possono essere
utilizzati in sequenza (es: prima fango e/o bagno e poi chinesterapia) o integrati
come nella idrochinesiterapia in acqua minerale. Con quest'ultima metodica vengono
sfruttate contemporaneamente le proprietà farmacologiche e fisiche delle acque
minerali utilizzate con tecniche di riabilitazione motoria: da alcuni autori viene
chiamata baleo-crenochinesiterapia.
La mobilità delle articolazioni, l'estensibilità dei tessuti molli ed il loro
trofismo sono mantenuti dal fisiologico movimento delle parti del corpo. Un corretto
intervento chinesiterapico è in grado di opporsi ai processi di ipotrofia e di
degenerazione tessutale ed alle produzioni abnormi di tessuto connettivo mantenendo
o recuperando la funzione delle strutture interessate direttamente o indirettamente
dal processo patologico.
L'immobilizzazione o il movimento scorretto determinano anche la perdita o la
modificazione degli schemi motori con alterazione della coordinazione.
Le azioni analgesiche, decontratturanti e trofiche della terapia termale armonizzano
con le esigenze e gli scopi della chinesiterapia: il paziente termale necessita
di trattamento chinesiterapico ed alcune metodiche crenoterapiche (fango, bagno,
ecc) predispongono alla riabilitazione motoria. Ne consegue un'integrazione di
effetti che l'esperienza conferma in grado di ottenere risultati terapeutici ragguardevoli.
Ricordiamo inoltre l'importanza della chinesiterapia in acqua che permette l'esecuzione
di movimenti controllati e in condizioni di minimo carico, riducendo il dolore
ed tempo di recupero, nonché il trauma riabilitativo, fonte di mantenimento della
lesione ed anche del suo possibile aggravamento.
Idrochinesiterapia e balneo-crenochinesiterapia
L'idrochinesiterapia in acqua minerale rappresenta la metodica di massima e migliore
integrazione tra i fattori crenologici, le proprietà fisiche dell'acqua e terapeutiche
del movimento. L'acqua favorisce in modo determinante l'esecuzione di esercizi
di mobilizzazione attiva e passiva, grazie alle sue proprietà fisico-biologiche.
La caratteristica principale è il manifestarsi dell'azione antigravitaria secondo
la legge di Archimede (un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso
l'alto pari al peso del volume del liquido spostato), che determina l'effetto
di alleggerimento del corpo immerso. L'acqua sostiene gran parte del peso del
corpo favorendo l'esecuzione di movimenti con un corretto lavoro muscolare anche
in condizioni di ridotto tono-trofismo e di difficoltà di carico. Per questo motivo
un muscolo che ha forza ridotta e non consente un corretto lavoro può realizzare
in acqua diversi movimenti. La riduzione del peso corporeo che si ottiene nel
mezzo idrico permette inoltre di eliminare il dolore dovuto al carico e di iniziare
precocemente la riabilitazione motoria. Altrettanto importante è l'effetto analgesico
del calore che si ottiene utilizzando acqua riscaldata ad una temperatura di 32°-35°
C. Il calore infatti innalza la soglia di sensibilità al dolore determinando anche
una sedazione generale e rilasciamento muscolare. Un altro effetto è il manifestarsi
di fenomeni sensoriali quali un miglior apprezzamento della posizione del proprio
corpo e del senso di movimento dovuti alla percezione della pressione esercitata
dall'acqua su tutto il corpo che si traduce in una sensazione di maggior sicurezza
nell'esecuzione dei movimenti. Il mezzo idrico, più denso rispetto all'aria, permette
inoltre movimenti controllati ed eseguiti contro una leggera resistenza. Questo
riduce i rischi di movimenti incontrollati che possono far insorgere la sintomatologia,
peggiorare la situazione patologica, dare paura ed insicurezza al paziente rallentandone
la rieducazione. Fondamentalmente abbiamo tre i tipi di piscina:
Le vasche a farfalla ed a trifoglio sono delle strutture particolari. Le forme (dalle quali derivano i nomi) permettono al fisioterapista di accedere facilmente a tutti i segmenti del corpo del paziente. Queste vasche sono munite di un apposito supporto per il capo e sostegni per favorire il galleggiamento; le manovre mediche cui si fa ricorso sono fondamentalmente uguali a quelle in piscina.
La riabilitazione respiratoria termale
In campo riabilitativo-pneumologico il trattamento delle insufficienze respiratorie croniche non necessitanti di ossigenoterapia a lungo termine e più in generale delle disabilità respiratorie (anche inerenti alla terza età) è di importanza fondamentale. Assistiamo infatti ad un progressivo aumento del tasso di prevalenza delle patologie che comportano richiesta di riabilitazione respiratoria. Scopo della riabilitazione respiratoria sarà utilizzare i potenziali residui del paziente per limitare quanto più possibile il progredire delle alterazioni primitive, riparare lo squilibrio funzionale organico e psicologico conseguente e prevenire l'evoluzione verso situazioni altamente invalidanti e difficilmente reversibili. Per poter restituire il paziente alle proprie possibilità nel modo più efficace e completo l'approccio deve essere necessariamente multidisciplinare; devono essere utilizzate metodiche terapeutiche e riabilitative alla luce dei presupposti fisiopatologici e patogenetici ed il cui impiego sia giustificato da una reale efficacia espressa in risultati clinici. E' necessario inoltre porre particolare attenzione agli ambienti ed alle modalità di applicazione, alla competenza delle strutture e del personale impiegato in modo da poter valutare e personalizzare il trattamento per un risultato terapeutico ottimale.
Da un punto di vista prettamente fisiologico la riabilitazione respiratoria ha lo scopo di ripristinare un modello di ventilazione adatto a soddisfare le esigenze del metabolismo respiratorio; da un punto di vista olistico lo scopo è quello di instaurare un migliore rapporto tra limite e potenzialità psico-fisica. Il beneficio da ricercare può essere così inteso: miglioramento progressivo della ventilazione + miglioramento del vissuto inerente alla respirazione con conseguente riscontro sia oggettivo che soggettivo di attenuazione dell'handicap. Miglioramento della ventilazione: è possibile agire su tre fattori: il primo, di competenza medica, consiste nell'intervenire in maniera quanto più efficace possibile sullo stato di infiammazione della mucosa bronchiale cui sono correlati il broncospasmo e l'ostruzione. A questo scopo vengono somministrati farmaci per via generale e per via locale tramite aerosol e ventilazioni polmonari. Il secondo fattore comporta, su indicazione medica, l'intervento del riabilitatore e l'attuazione di manovre passive ed attive per migliorare la ventilazione del paziente affaticandone il meno possibile la respirazione. Tra queste manovre, particolarmente utili nelle sindromi ostruttive e miste e specialmente nella terza età, quando si osserva un progressivo decadimento delle abilità psico-neuro-motorie globali, ricordiamo:
Una seduta riabilitativa ha nella fase educativa il suo fulcro. Le abilità da educare sono il rilassamento neuro-motorio e l'allenamento della distensione autogena del pattern ventilatorio. Il rilassamento neuromotorio viene insegnato adeguandosi alla cultura ed alla modalità di espressione del paziente ed ha i seguenti scopi: ridurre il consumo di ossigeno facilitandone un maggior apporto agli organi primari in caso di bisogno, liberare il pattern ventilatorio e quello posturale da atteggiamenti non ergonomici ne chinesiologici e consentire al paziente, spesso sofferente anche dal punto di vista psicologico, un momento di piacere psicofisico da cui "partire" per eseguire gesti più complessi. L'allenamento della muscolatura respiratoria costituisce un elemento importante del programma riabilitativo. La cattiva respirazione causata dalle ingravescenti difficoltà comporta spesso una riduzione di efficienza ed alterazioni del tono dei gruppi muscolari ed un loro disallineamento funzionale. Gli allenamenti della muscolatura respiratoria anche con l'ausilio di ventilatori meccanici a pressione positiva hanno dimostrato spesso la loro utilità nell'aumentare le capacità di lavoro e la tolleranza all'esercizio fisico. Di grande utilità si è dimostrato anche l'allenamento all'esercizio fisico, in grado di ridurre la dispnea e di migliorare le condizioni generali dei pazienti. A tale scopo possono essere utilizzati tapis roulants, cyclette, cicloergometri; si sono dimostrate estremamente utili attività di palestra e passeggiate su percorsi specifici.
Le strutture termali sono particolarmente adatte per l'attuazione dei programmi di riabilitazione respiratoria in quanto presentano condizioni ottimali per lo svolgimento delle fasi rieducative e chinesiologiche. Una prima considerazione riguarda alcune acque minerali che rappresentano un ottimo mezzo terapeutico per le patologie croniche causa di insufficienza respiratoria. Molte stazioni termali inoltre possiedono reparti specializzati, strutture e personale qualificato per la valutazione, la diagnosi e la terapia dei pazienti broncopneumopatici cronici. Non sono da sottovalutare i vantaggi ambientali. Sono da considerare sia i fattori climatici ed ecologici che l'allontanamento del paziente dalle fonti di stress abituali aggravate dalla scarsa accoglienza e vivibilità delle città e delle strutture ospedaliere.