TERME E TERMALISMO NELLA STORIA
Per parlare della storia del termalismo e del progredire delle conoscenze relative
alle proprietà terapeutiche delle acque minerali e del loro impiego nel corso
dei secoli, si deve prima di tutto considerare la peculiarità del rapporto dell'uomo
con l'acqua, indagando in particolare le motivazioni del fenomeno per il quale l'uomo ha da sempre ricercato la salute ed il benessere
in questo elemento.
L'acqua non è solo il costituente corporeo prevalente (sappiamo che il corpo
di un adulto è composto da acqua per il 60%), ma anche oggetto simbolico , valore culturale . Alle fonti sono ancora legati i pellegrinaggi di cura, fenomeni di culto
legati a figure sante o divine, al soggiorno termale si accompagna, oggi più che
mai, la ricerca del benessere psichico e spirituale.
Anche oggi, pur nell'utilizzo termale più moderno e scientifico, non è possibile
scindere, o per meglio dire "sezionare", l'intervento medico-tecnico dall'approccio
spirituale. Questa necessità si manifesta ancora oggi nel termalismo che mantiene,
pur nell'impostazione medico-scientifica più rigorosa, un indirizzo di approccio globale all'uomo, laddove altre branche della medicina hanno separato la mente dal corpo, forse
soffocate da un'aspirazione troppo pressante al progresso tecnologico.
La globalità dell'uomo è sempre in primo piano nel termalismo e non solo come reminiscenza storica o culturale: ne è prova uno degli attuali
orientamenti di studio in ambito idrologico volto ad approfondire le sinergie
che intervengono durante il soggiorno termale a potenziare la terapia. Nel corso
di questi studi si approfondiscono i ruoli degli stimoli ambientali esterni e
dello stimolo interno nel loro significato in senso terapeutico stretto e motivazionale.
Da questa premessa emerge l'importanza e l'attualità dello studio della storia
del termalismo: il ripercorrere le tappe del rapporto fisico e spirituale dell'uomo
con l'acqua aiuta a comprendere l'attualità della terapia termale ed il significato
più profondo dell'idrologia medica come scienza "per l'uomo" che, in questo momento,
tutta la collettività medica riconosce come valore innovativo.
Ippocrate
Ippocrate, in quello che può essere considerato il primo trattato di medicina
della storia, il Corpus Hippocraticum, dedica ampie parti allo studio delle acque in senso decisamente scientifico
ed attuale: caratteri chimici, organolettici, problemi igienici, uso dei bagni
in varie malattie, effetti del bagno caldo e freddo sull'organismo umano. Non
furono ovviamente trattate dall'illustre medico le azioni terapeutiche legate
alle caratteristiche chimiche delle acque, anche se sappiamo che all'epoca alcune
sorgenti, ad esempio le solfuree, erano ben note alle popolazioni dei luoghi in
cui sgorgavano per alcuni effetti terapeutici ben precisi quali l'attenuazione
dei dolori muscolari ed articolari e l'azione risanante sulle patologie della
pelle.
Roma antica
A Roma il fenomeno termale conobbe un enorme sviluppo che coinvolse in modo evidente
l'edilizia ma che accrebbe soprattutto il significato igienico del bagno con connotazioni
di ordine sociale e culturale.
Agli inizi dell'era repubblicana si effettuavano bagni all'aperto ed in acqua
fredda, ma ben presto molte case romane adibirono una stanza al bagno, dapprima
sempre freddo, in seguito riscaldato e sempre più ricco di locali adibiti ad usi
complementari (sauna, massaggio, relax). I primi stabilimenti termali pubblici
erano piccoli e semplici. Durante l'impero sorsero i grandiosi edifici termali
di cui ammiriamo ancora le vestigia e che rappresentarono, per l'epoca, una istituzione
sociale a tutti gli effetti. Le terme erano aperte a tutti: i romani le frequentavano
si può dire quotidianamente ed indipendentemente dal ceto sociale.
Ai complessi più grandi, resi maestosi da marmi e decorazioni pregevolissime,
erano annesse biblioteche, sale per riunioni e conferenze, palestre, stadi, solari.
Vi si svolgevano scambi sociali, culturali e commerciali; i porticati ospitavano
botteghe di ogni genere, c'erano giardini e passeggiate.
Le terme romane rappresentavano, in conclusione, quanto di più vicino possibile
si può immaginare ad un "luogo di benessere" in senso moderno.
Ai bagni pubblici, nei quali le tariffe erano scrupolosamente contenute per permetterne
la frequentazione da parte dei ceti meno abbienti, si aggiunsero in seguito bagni
privati più costosi, più raffinati, a carattere di club, che tuttavia segnarono
poco la storia della civiltà romana delle terme, sopravanzati nel ruolo igienico
e sociale dai grandi complessi statali ed in quello elitario, culturale e politico,
dalle terme delle maggiori domus romane.
Le donne vennero ammesse abbastanza presto ai luoghi pubblici; all'incirca nel
31 a.C. in locali a loro riservati od in orari diversi da quelli degli uomini.
Se consideriamo la terapia idrica in senso stretto, i romani si sottoponevano
a quella che oggi si può definire "stimoloterapia aspecifica", legata cioè solo
agli effetti fisici del bagno in acqua: calore, pressione idrostatica e galleggiamento,
sfruttando piscine ed ambienti a diversa gradazione di calore. Si operava una
stimolazione energica di alcune funzioni organiche (respiro, funzione cardiaca,
ritorno venoso, sudorazione ecc.) che ancora oggi è studiata ed attuata per le
sue possibilità terapeutiche soprattutto preventive e riabilitative.
La "cultura termale" dell'epoca imperiale portò in seguito Roma a sfruttare le
sorgenti anche per usi terapeutici specifici. Tra i primi esempi le Acque Albule
di Tivoli, per le quali venne edificato un grandioso stabilimento termale circondato
da ville della classe agiata romana e meta di soggiorni di villeggiatura. Le Acque
Albule, ricordate da Virgilio nell'Eneide, furono anche oggetto di menzione da
parte di numerosi Autori dell'epoca per le loro proprietà terapeutiche. Altrettanto
note e sfruttate furono le acque di Chianciano.
Le terme del golfo di Napoli, Pompei, Pozzuoli ed Ischia, videro sorgere i complessi
termali e residenziali più grandiosi e rinomati dell'impero romano non solo per
la bellezza dei luoghi ma anche per la straordinaria ricchezza e varietà delle
sorgenti terapeutiche.
I medici di Roma riconobbero infatti attività terapeutica a molte acque: Plinio,
Galeno e Celso tentarono le prime classificazioni ed interpretazioni del rapporto
tra caratteristiche chimico-fisiche ed azione curativa. Ma soprattutto ad Erodoto
dobbiamo la documentazione delle metodiche idrologiche del tempo. Il periodo di
trattamento ideale era raccomandato di quattro settimane; la durata del bagno,
inizialmente di 30 minuti, aumentava progressivamente fino a due ore e decresceva
al termine del trattamento; bagno e bibita dovevano essere praticati a digiuno;
i periodi maggiormente indicati erano la primavera e l'autunno e si raccomandava
che le cure fossero eseguite sotto controllo medico.
E' sorprendente constatare l'affinità di queste prescrizioni e posologie con
quelle dei nostri giorni e colpisce il rigore scientifico derivante dal concetto
di acqua minerale come farmaco che deve essere somministrato dal medico, come
afferma la scienza idrologica attuale. Il declino dell'impero romano, i danni
arrecati alle opere idrauliche dalle invasioni barbariche e l'affermarsi della
cultura cristiana con i suoi elementi di demonizzazione della nudità e della promiscuità
segnarono la fine dello splendore di una cultura termale, nella sua accezione
più vasta, forse ineguagliata nella storia.
Il Medio Evo
E' possibile affermare, semplificando, che nel Medio Evo, mentre l'uso del bagno
come pratica igienica va scomparendo ed il suo antico valore sociale ed edonistico
viene messo al bando, si assiste alla nascita dell'idrologia con fisionomia di
pratica terapeutica.
In gran parte su credenze ed osservazioni popolari, ma con spirito empirico encomiabile,
vengono indagati i meccanismi d'azione delle varie acque e si attribuiscono loro
effetti specifici diversi. Le acque solfuree vengono raccomandate per le malattie
della pelle e le salsobromoiodiche per la sterilità femminile, ciò che è confermato
anche ai nostri giorni.
Si amplia, inoltre, il campo delle metodiche: accanto al bagno ed alla bibita
compaiono le inalazioni di vapori, le terapie inalatorie e sudatorie in grotte
naturali nelle quali scaturiscono sorgenti termali e l'applicazione di fanghi.
Il rinascimento
Nei secoli XIV e XV molti Autori si dedicarono a studi idrologici. Tra le opere
più importanti ricordiamo il "De Balneis " di Ugolino da Montecatini, che espone in modo dettagliato caratteristiche
ed indicazioni terapeutiche delle acque della stazione termale toscana, ed il
"De Balneis et thermis - naturalibus omni-bus Italiae sique totius orbis proprietatibusque
eorum" del 1440 di Michele Savonarola.
All'epoca, molte stazioni termali godevano di grande considerazione presso i
medici dell'Università di Bologna.
Il periodo rinascimentale segnò un'ulteriore ascesa della fama delle cure idrologiche,
soprattutto grazie alla scoperta della stampa che favorì la divulgazione delle
opere sull'argomento.
Dell'idrologia si interessarono in svariati ambiti alcuni tra i più dotti e geniali
medici dell'epoca: Bacci, Falloppio e Mercuriale e varie stazioni termali videro
il proprio nome e la propria fama legati a quelli di illustri personaggi: Federico
II, Petrarca, Bonifacio VIII, guariti o più o meno "beneficati" dalle loro acque.
Nel Rinascimento, tuttavia, le conoscenze ed i metodi di utilizzo delle acque
non progrediscono sostanzialmente rispetto al Medio Evo e l'acqua rimane sempre,
secondo la teoria umorale, "un mezzo per allontanare dall'organismo umori guasti
ed alterati e veleni responsabili delle malattie".
Permangono, ma non vengono sostanzialmente approfondite, le cognizioni e le indicazioni
derivate dall'empirismo sulle azioni specifiche svolte dalle varie acque e la
stessa teoria umorale genera regole igieniche da seguire durante le cure termali
che fanno sorridere noi ma, si suppone, non i pazienti dell'epoca: salassi e ventose,
purganti energici e diete abbondanti.
Dal 700 al 900
Dal XVIII secolo assistiamo allo sviluppo scientifico della medicina con l'affermarsi
del metodo sperimentale. Soprattutto il sopravvenire della chimica moderna, che
rende possibili le prime indagini sulla composizione delle acque minerali, contribuisce
alla svolta scientifica dell'idrologia.
Nell'800, con l'ulteriore progredire delle scienze chimiche, fisiche e biologiche,
l'acqua minerale si delinea nella sua fisionomia moderna di farmaco complesso
e irriproducibile artificialmente. Una grandissima quantità di studi e l'attività
di illustri cultori del termalismo garantiscono un supporto scientifico alle terapie,
ne ampliano i campi di intervento e le metodiche di applicazione.
I reparti di cura degli stabilimenti termali vengono ampliati e potenziati, mentre
la stazione termale si trasforma da luogo puramente di svago, quale era nel '700,
a qualcosa di molto simile all'antico luogo romano di salute, arricchimento culturale
e sociale, occasione di riflessione ed occasionale sede di incontri politici discreti.
Anche l'architettura termale subisce un netto incremento e le stazioni si arricchiscono
di strutture anche imponenti e fastose: parchi, giardini, luoghi di incontro e
lussuosi alberghi.
Assistiamo, tra l'800 ed il '900, al fenomeno del termalismo d'élite. L'élite
economica e culturale va a "passare le acque" ed a ritemprarsi alle terme, ma
progressivamente il fenomeno si estenderà alle classi medie.
Termalismo oggi
Ai nostri giorni la medicina termale è una scienza che utilizza, al pari di ogni
altra disciplina medica, presidi diagnostici e terapeutici resi disponibili dal
progresso tecnologico e delle conoscenze e che promuove e sviluppa la ricerca
scientifica. Questo approccio rigoroso è dettato dalla volontà e dalla necessità
di sfruttare appieno le proprietà terapeutiche del patrimonio idrominerale.
La ricerca, una volta affidata alla buona volontà dei termalisti, è oggi condotta
e coordinata dalle Università, cui spetta anche il compito di completare la formazione
del medico con l'indispensabile apporto della scienza idrologica.
Attualmente, la ricerca in campo idrologico nasce da basi di stretta collaborazione
tra le Cattedre di Idrologia, Farmacologia, Biochimica e Fisiologia e di tutte
le numerose branche della medicina nelle quali l'intervento termale assume un
significato preventivo, terapeutico o riabilitativo (reumatologia, ortopedia e
traumatologia, otorinolaringoiatria e pneumologia, ginecologia, dermatologia,
pediatria e geriatria, gastroenterologia, urologia etc.).
Da questi rapporti di collaborazione nasce l'approfondimento dei meccanismi d'azione
della terapia termale e delle sue possibilità di impiego in modo costantemente
rivisto ed aggiornato, al passo con il progredire delle acquisizioni.
Alle Università è anche demandata la divulgazione degli studi compiuti con l'ausilio
di parametri oggettivi e quantificabili e per questo confrontabili e verificabili
secondo la prassi ed il linguaggio comune della scienza.
Le stazioni termali collaborano strettamente con le Università nel lavoro di
ricerca e sono costantemente aggiornate sulle nuove acquisizioni, metodiche e
protocolli diagnostici e terapeutici.
Questo funge anche da spinta innovativa scientificamente e motivatamente guidata
per l'adeguamento delle strutture, delle infrastrutture e delle soluzioni tecnologiche
da adottare e le moderne stazioni termali si vanno sempre più configurando come
presidi diagnostico-terapeutici ad alta efficacia nell'ambito del Servizio Sanitario
Nazionale.
Conclusioni
Possiamo in conclusione affermare che, oggi, la stazione termale è un presidio
medico a tutti gli effetti e, come detto prima, ad alta efficacia. Ricordiamo
però, in un'ottica scientifica, che gran parte dell'efficacia è legata all'ambiente
termale nel quale tutto concorre a favorire il ristabilirsi dell'omeostasi fisica
e psichica.
In stazione termale si recuperano incentivi e motivazioni che sinergizzano con
le terapie, contribuendo a determinarne la precoce risoluzione delle patologie
e degli stati invalidanti o la loro corretta gestione anche a livello psichico;
vengono riscoperte le proprie esigenze di salute e di conseguenza la necessità
della prevenzione, motivo per il quale gli interventi di educazione sanitaria
hanno, presso i pazienti termali, una particolare incisività.
Infine ricordiamo sempre che le acque termali riportano la medicina alle sue
origini dove il malato è, prima di tutto, un uomo. |