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Itinerario:
LIGURIA: DOVE MONTAGNA E MARE VANNO A BRACCETTO
A cura di Renzo Zonca


Un itinerario di grande interesse storico e naturalistico, il percorso si inarca tra la natura selvaggia delle Alpi liguri e la verde pianura del Piemonte.
Lungo la camminata, sulla congiunzione tra le due regioni, si ammirano facilmente, a vari livelli di quota, tre storiche fortezze del 1800: Forte Centrale, Forte Bellarasco e Forte Richermo

 

Percorso: Facile e breve itinerario circolare nel ponente ligure, che da Albenga raggiunge il crinale della Alpi liguri, a poco più di 900 metri di quota, scende in Piemonte, nell'alta valle del fiume Tanaro, in provincia di Cuneo, per poi ritornare nuovamente ad Albenga. Complessivamente sono 90 chilometri, percorribili pressoché tutto l'anno, salvo nel caso di abbondanti nevicate. L'itinerario può essere percorso con pari soddisfazione anche nel senso inverso a quello descritto.


Un itinerario alla scoperta dei due volti di questa regione: dall'animata e luminosa riviera di Albenga saliamo fino ai valichi e alle valli dell'entroterra, in un ambiente prettamente montano. L'alta valle del Tanaro e un "pezzo" di Piemonte

"Liguria: dove Alpi e Appennini si incontrano in riva al mare"

In questa breve frase è forse sintetizzato l'ambiente naturale di questa regione, singolare e attraente sotto molti punti di vista.
In particolare la Riviera di ponente, dove si svolge il nostro itinerario, presenta il contrasto forse più forte, con vette che superano i duemila metri di quota. Ci troveremo quindi di fronte a panorami e ambienti sempre diversi e sempre belli, con una grande ricchezza storica, culturale e umana.


Albenga e la sua "pianura"

La nostra gita prende le mosse dalla bella cittadina turistica di Albenga, l'antica "Albium Ingaunum" fondata dai Romani nel II secolo prima di Cristo, su un esistente villaggio fortificato dei Liguri Ingauni.

Seguendo la Statale 453, che si avvicina alla valle del torrente Arroscia, non possiamo non notare la piccola "pianura" di Albenga, percorsa dal fiume Centa: una vasta area coltivabile in riva al mare, unica nel suo genere in Liguria, collegata con l'entroterra da agevoli percorsi, che contribuirono alla passata importanza di questo luogo.

Di borgo in borgo, sulle antiche Vie del sale

Superato il tipico borgo medievale di Villanova d'Albenga, l'ambiente gradualmente cambia, con i boscosi fianchi della valle che si fanno sempre più alti, ben oltre i mille metri di quota, punteggiati di piccole frazioni, chiese, santuari, castelli…
Ormai nel cuore della valle, eccoci a Pieve di Teco, antichissimo centro abitato sorto sul percorso di alcune vie "marenche", o "del sale", tra la Liguria e il Piemonte. Da visitare il castello e il nucleo storico, che ha conservato i portali di ardesia e i portici gotici dell'antica via del mercato, risalente al XIII secolo.
Tra uliveti e vigneti, la strada si fa più ripida, permettendoci di raggiungere il non lontano abitato di Pornassio, con il suo poderoso castello duecentesco, distrutto nel 1405 e quindi ricostruito: il maniero si presenta in buone condizioni, tanto che una parte è ancora abitata dai discendenti dei marchesi Scarella, che ricevettero Pornassio in feudo dal doge di Genova nel lontano 1385.

Il Colle di Nava e il Piemonte

Pochi chilometri, ed eccoci sull'ampio valico del Colle di Nava, a 934 metri di quota, con le sue vaste praterie circondate da boschi: un punto di transito agevole, strategicamente di grande importanza, frequentato fin dai tempi più remoti, come tra l'altro ha dimostrato il ritrovamento, sul versante ligure nei pressi di Pornassio, di una tomba a incinerazione del VII secolo prima di Cristo.
Scendendo lungo il versante settentrionale del valico, entriamo nell'alta valle del fiume Tanaro, e quindi in Piemonte, fino a raggiungere l'antichissimo borgo di Ormea, abitato ben prima della dominazione romana, che si fa notare per il curioso perimetro a forma di cuore del suo centro storico.

Garessio: le terme e il santuario

Seguendo il corso del Tanaro, raggiungiamo in breve l'importante centro turistico di Garessio, anch'esso di antiche origini, noto per le sue terme, utilizzate anche da Napoleone e da Vittorio Emanuele II, e per l'acqua minerale S. Bernardo, tra le prime a essere imbottigliata e venduta, già negli anni '20 del '900.
Da visitare anche il grandioso santuario della Beata Vergine di Valsorda, con la sua monumentale cupola, edificato nei primi decenni del '900, in sostituzione di un tempio ben più antico. L'origine della devozione mariana, infatti, pare risalga addirittura al XV secolo, in ringraziamento per la liberazione da una pestilenza.
Lasciandoci ora alle spalle il fondovalle, riprendiamo a salire fino a raggiungere un altro importante valico delle Alpi liguri: il Colle San Bernardo (quota 957 metri), che ci riporta nuovamente in Liguria.

Nel regno della castagne

Seguendo il percorso di un'antica Via del sale, eccoci a Erli, in passato stazione di cambio di cavalli, ma probabilmente di origini ben più antiche e misteriose, se è vero che il nome del paese, come vuole una tradizione, deriverebbe dal popolo nordico degli Eruli.
L'abitato, con la bellissima Pieve di San Martino dell'XI secolo, è circondato da rigogliosi boschi, famosi soprattutto per le castagne, a cui è dedicata una caratteristica sagra in Ottobre, ma anche per i funghi.
L'ambiente è ancora prettamente collinare, solitario, rurale e agreste, ma il mare ormai non è lontano: seguendo a poca distanza il corso del torrente Nera, ci lasciamo velocemente alle spalle le ultime elevazioni, fino a raggiungere nuovamente la "pianura" di Albenga e il centro cittadino, al termine di un itinerario che ci ha fatto scoprire "l'altra faccia" della Liguria, forse meno nota, ma non meno bella


Un'escursione
LE FORTEZZE DEL COLLE DI NAVA

Questa facile escursione, alla portata di tutti e fattibile pressoché tutto l'anno (in assenza di neve), oltre a notevoli prerogative panoramiche presenta un grande interesse storico: permette infatti di visitare tre fortezze edificate nell'800, a presidio di un valico di strategica importanza, noto fin dall'antichità, che mette in comunicazione la riviera ligure con il Piemonte.
L'intero percorso richiede due ore di comodo cammino, con un dislivello di circa 350 metri.

Una tranquilla passeggiata tra le fortezze

Dopo aver visitato la potente struttura difensiva del Forte Centrale, dal Colle di Nava (quota 934 metri) ci si incammina lungo una stradina (inizialmente asfaltata) in direzione sud, toccando il non lontano Forte Bellarasco. Superata la fortezza, si prosegue sostanzialmente in piano, trascurando una prima deviazione a sinistra e una successiva a destra, raggiungendo così, a 926 metri di quota, l'ampio crinale meridionale del Monte Bellarasco.
Si abbandona ora lo sterrato per seguire, sulla sinistra (nord), l'inconfondibile crinale che, con regolare salita, conduce sulla vetta del Monte Bellarasco, dove termina la salita (quota 1300 metri circa).

Proseguendo ora in discesa, sempre in direzione nord lungo il crinale della montagna, si raggiunge il ben conservato Forte Richermo, a 1206 metri di quota.
Il cammino prosegue ora in direzione ovest, lungo un sentiero che, gradualmente, si trasforma in stradina, fino ad arrivare nuovamente alla sella del Colle di Nava.
 

Da vedere:
ALTARE: DOVE ALPI E APPENNINI SI INCONTRANO


Percorrendo la Riviera di ponente, da Savona consigliamo di compiere una breve deviazione (circa 15 chilometri lungo la Statale 29) per visitare un luogo per certi versi simbolico: la Bocchetta di Altare, nel territorio dell'omonimo paese, punto di demarcazione tra Alpi e Appennini.
Raggiunto l'abitato di Altare, si segue Viale de Caroli fino ad arrivare in breve alla Bocchetta di Altare (459 metri di quota) dove un bel monumento ci ricorda, con un pizzico di emozione, che qui Alpi e Appennini si incontrano.

Le due principali catene montuose italiane dove realmente si incontrano?
Il lettore non potrà non ricordare che su tutti gli atlanti il punto di demarcazione tra Alpi e Appennini è indicato nel Colle di Cadibona, alla quota di 435 metri.

In realtà, fin dai tempi delle guerre tra i Cartaginesi e i Romani, era ben nota la massima depressione tra la catena alpina e quella appenninica, ovvero la "Bocchetta di Altare".
Per secoli non ci furono dubbi, fino alla metà dell'800, quando si iniziò a parlare del Colle di Cadibona come punto di congiunzione tra Alpi e Appennini.

Ma si trattava di un grossolano errore, come evidenziò nel 1891 una relazione del T. Colonnello Gallet, direttore dell'Osservatorio meteorologico della Fortezza d'Altare, in quanto "il Colle di Cadibona si trova su una delle propaggini che si dipartono dal colle della Bocchetta d'Altare" che rappresenta, quindi, la vera massima depressione e il punto di congiunzione, lungo la cresta spartiacque delle Alpi e degli Appennini.
La "rivendicazione" del primato della Bocchetta d'Altare come punto di unione tra le Alpi e gli Appennini iniziò solo nel 1990, e attualmente (inizio 2002) è ancora in corso la lunga e complessa procedura tecnico-burocratica con l'Istituto Geografico Militare, peraltro con buone e concrete prospettive di successo.

Un po' di Storia tra natura e meraviglia…

Nelle vicinanze, è inoltre possibile visitare i ruderi del Castello di Altare (edificato nell'XI secolo) e i Forti Tecci e Cascinotto, tipiche fortificazioni di fine '800.

Si ringrazia il Sig. Gino Bormioli, della sezione CAI di Altare e profondo conoscitore della storia locale, per le informazioni e le fotografie fornite.

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