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24 aprile 2013

Lago Titicaca e le isole più alte del mondo

A cura di Dott.ssa Francesca Di Pietro

Lago Titicaca, un’immensa distesa d’acqua a 3800mslm come confine tra Bolivia e Perù.

La cosa che ti sorprende di più di questo meraviglioso posto è la luce. Il cielo ha un colore blu intenso e il sole è semplicemente vicino. Ci sono poche ombre, tutto è limpido, sereno, intenso. Le fotografie scattate ricordano la costa francese ai primi di giugno; invece no: siamo nel più profondo Sudamerica, sulla Cordigliera delle Ande a 3800mlsm.

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Potete scegliere che lato visitare, quello Boliviano o quello Peruviano, partire da Puno o da Cobacabana, molti, sbagliando, pensano sia la stessa cosa, solo la sponda opposta dello stesso lago, ma si sbagliano di grosso.

Condividono il sole e la Pachamama, ma hanno anime diverse.

Il Lato Boliviano del Titicaca

Copacabana, un paesino festaiolo sulla sponda del lago, riesce ad essere al tempo stesso turistico e ricco di tradizioni. A differenza della sponda peruviana, qui l’offerta turistica è variegata e competitiva, il paesino è carino e accogliente con una bellissima e romantica vista sul lungo lago. Ci sono ristoranti con giardinetto, localini che servono una freschissima trota sorseggiando mojitos dai prezzi irrisori. Oltre ad essere la sistemazione migliore del lago è un posto emblematico per la tradizione boliviana. Nella Cattedrale di Copacabana c’è la Virgen de la Candelaria, il santuario d’importanza maggiore di tutto il paese ed uno dei più importanti del continente. Davanti al santuario vedrete delle strane file di macchine con ghirlande di fiori: non temete, vengono da tutto il paese per il battesimo. Esatto, ogni macchina in Bolivia viene battezzata in questa chiesa, vengono addobbate con fiori freschi e benedette, scongiurando di non avere incidenti nella vita.  thumb_104.jpg

Copacabana è la porta per la Isla del Sol l’isola più sacra alle popolazioni Inca, poiché essi credevano che da qui nascesse il dio Sole. L’isola è davvero grande e molto variegata, ci sono due centri principali, Yumani e Challapampa, se decidete di dormire Yumani è quello che ha più strutture recettive e ristoranti. Il paesino è arroccato sul porto, sarà molto difficile percepire questa bellissima cornice come un lago e non come un mare, ma forse i picchi della Cordillera Blanca all’orizzonte vi aiuteranno. Il trekking della Isla del Sol è uno dei più belli che io abbia mai fatto, ha una difficoltà pari a zero, perché l’isola è quasi tutta pianeggiante, ma è alquanto lungo, tra le 7 e le 9 h a seconda del vostro ritmo. Vi consiglio di partire la mattina presto e fare lunghe pause nelle calette e sui belvedere, e se vi va non risparmiatevi un tuffo in acqua, durante il giorno il sole è davvero forte e invita ad una breve nuotata.

Ci sono solo due precauzioni che dovete sempre tener presente: utilizzare una crema solare ad alto fattore protettivo ed assicurarvi di essere di ritorno dal trekking al tramonto, perché l’isola è priva di elettricità.

Per raggiungere la costa peruviana dovrete ritornare a Copacabana e prendere uno dei frequentissimi bus che costeggia la riva e sconfina dall’altro lato.

Il Lato Peruviano del Tititcaca

Puno è la città peruviana che affaccia sul Titicaca ed è davvero un brutto posto. E’ effettivamente una città, abbastanza grande, caotica, sporca, le strutture turistiche sono piuttosto essenziali, ma per fortuna ci sono dei ristoranti deliziosi, dove potrete gustare la trota cucinata in modi veramente creativi.

La maggiore attività del Lago Titicaca, lato peruviano, sono le isole galleggianti di Uros di Taquile e Amantanì. Tutti gli alberghi offrono un pacchetto di 2 giorni e una notte, così come anche ogni agenzia in città, ma io vi consiglio di recarvi al porto e contrattare con le cooperative di marinai direttamente, in questo modo sarete sicuri che i soldi che spenderete andranno effettivamente nelle mani delle popolazioni locali.

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Ognuna delle tre isole, per quanto siano vicine, sono espressione di culture molto distanti tra loro. Uros, le famosissime isole galleggianti, sono il simbolo di una comunità nomade, che ha sempre voluto difendersi dalle dominazioni, scegliendo di spostare continuamente la propria casa e di unirsi agli altri membri della comunità solo legandosi con delle cime. Amantanì è l’isola sulla quale di solito si alloggia. Si dorme a casa delle famiglie dell’isola, che vivono ben al di sotto della soglia della povertà. La lontananza dalla terra ferma e l’altitudine li obbligano ad una dieta quasi esclusivamente a base di patate, quinoa e formaggio. I cuy, i porcellini d’india, vengono allevati solo per essere venduti a Puno. La parte in cui alloggiano i turisti è controllata dal ministero del turismo, riceve una certificazione, come i nostri B&B, avrete sicuramente una stanza con un bagno privato, anche se quasi sicuramente si troverà all’esterno della casa. Per quanto di giorno il sole riscaldi molto l’atmosfera, le notti sono freddissime, anche sotto zero e in nessuna casa c’è il riscaldamento, vi consiglio di portare con voi un sacco a pelo se ne avete uno o un pigiama molto pesante. Passare una giornata con una famiglia di Amantanì è un salto nel tempo, la loro vita non è molto cambiata rispetto all’epoca Inca, utilizzano ancora la stessa maniera di cucinare, di conservare il raccolto e di trasportare i carichi, tutto rigorosamente a mano.

L’ultima isola Taquile è famosa per i suoi cappelli, la comunità ha mantenuto la tradizione di sottolineare il proprio stato civile a seconda del colore del cappello, rosso per gli sposati e bianco per i single. Anche le donne hanno trovato il loro linguaggio simbolico, quelle sposate arricciano la fine della gonna. Diciamo che con tutte questi rafforzamenti simbolici, l’adulterio sarà praticamente impossibile. La cosa più interessante da fare a Taquile è il people watching, mettersi in un angolo, magari nella piazza principale e osservare i movimenti della gente.


  • Tema: Viaggi di benessere
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